Il Vigile Celletti dieci anni dopo – a.d. 2016

Sono passati 10 anni dalla storia del novello Celletti e ci domandiamo cosa gli sarà accaduto, come sarà andata a finire quella storiaccia ed ancora, chi dirige la quadriglia ancora dispensa colpe a chi svolge il suo ineccepibile lavoro?
Qualche tempo dopo essere stato messo in viabilità il nostro vigile Celletti, che non riesce ad adeguarsi ad un modus operandi più accondiscendente alle alte sfere, lasciato lì solo, a guardare una piazza dove i cittadini sono a lui riconoscenti di un ritrovato ordine stradale contesta quando può, immediatamente le infrazioni che accerta per far anche comprendere a chi le ha commesse, il danno arrecato che non può concludersi pagando qualche euro. Ma non è fortunato o forse non gli entra in testa che i potenti non si toccano neanche con la penna su di un verbale, almeno in quel momento, dove chi dovrebbe essere al suo fianco in realtà non ha ancora realizzato chi sia. Fatto sta che viene duramente aggredito ma chi lo fa lascia credere ancora grossi appoggi tanto che quella porta al primo piano del Comando viene a questi spalancata, il tappeto rosso viene steso e la notizia di reato a suo carico parte… con comodo… con scritto chissà cosa… tanto che non se ne è più avuta notizia!
Il Celletti, che ha problemi di salute già riconosciuti dalla commissione medica sta male a seguito dell’aggressione, la sua patologia non prevede che stia a letto ma che si adegui momento per momento alle esigenze di decontratturazione che gli è stata ingiustamente procurata. Non riuscendo a stare senza far niente decide di occuparsi del suo aggiornamento e tra questi vi è una giornata di studi.
Al rientro a lavoro porta i tanti attestati di aggiornamento che negli anni passati ha ottenuto e chiede che facciano parte del suo fascicolo personale: che affronto! Celletti vuoi forse dimostrare che ne sai più di me che sto dietro questa bella scrivania con tanto di segretaria amorevole? (che forse per l’età ha dimenticato di essere ancora parte di un Corpo di Polizia!) e allora giù botte!
Un giorno di sospensione al Celletti perchè ha aggravato la sua malattia assistendo ad un corso di aggiornamento! a nulla è valsa la perizia medica legale che equipara assistere ad un corso il guardare la tv sul divano di casa.
Viene in mente una frase di Churcill: Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi. Celletti aggiungerebbe: pochi STOLTI!
Ed ancora, sapendo del suo piacere e dedizione a svolgere il suo lavoro il Celletti, al suo rientro, viene assegnato all’ufficio che consegna i verbali! ahahah! Deriso da tutti!
Ed ora Celletti avrai capito che l’onestà e la dedizione al tuo lavoro non paga?! Avrai compreso che sei fastidioso!? Che essere corretto (non essere corrotto, direte voi!) non ti permette di lavorare!?
Per fortuna “Non c’è notte tanto grande da non permettere al sole di risorgere il giorno dopo” (J.D.Morrison): i vertici vengono avvicendati. Furbescamente l’ultimo atto dello stolto è stato assegnare il Celletti ad un incarico più adeguato alle sue possibilità anche se nessuno crede che possa essere stata, neanche questa, una sua pensata!
Il “nuovo occupante del primo piano” fa subito ordine: chi non è stato trasparente nel suo lavoro è finito a dirigere il traffico e con lui poco dopo il Timoroso, il tecnico indagato è stato trasferito ed ora è in quiescenza, chi dei vertici rimane cerca di continuare a far del male al Celletti non rendendosi conto che le finestre sono state aperte e l’aria è cambiata, e chi era stato messo li a guardare, perchè grillo parlante da non ascoltare, finalmente prende posto nel suo ruolo.
Tutto è in ordine! Finalmente “ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa” (B.Franklin).
Da quel momento il Comando della Polizia Municipale – che nel frattempo diventa Locale – dove il Celletti lavora, acquisisce professionalità. A coloro che vogliono esprimere dedizione e competenza nel lavoro viene data la possibilità di fare, chi cerca di impedirlo, anche solo per risentimenti personali, viene limitato prima da chi dirige e poi dall’INPS…
Ora, chi siede dietro quella scrivania conosce il suo lavoro, comprende chi, integerrimo lo può coadiuvare e piano piano la correttezza e la morigeranza sono portate in risalto, qualità sempre esistite ma mai valorizzate ed esaltate, mai come ora!
Celletti non sta nella pelle, tutti pur essendo bravissimi ma non avevano potuto dimostrarlo perchè l’esempio di ciò che era capitato a lui li aveva impauriti, non gli importa che colui che aveva avuto colpa di tanta nefandezza ora cerca di infangarlo insieme ai suoi accoliti che per residue paure o mancanze di facoltà (…) preferiscono accollargli, a sua insaputa, situazioni esasperate che non gli appartengono ma delle quali non può difendersi: pensano ancora di poter fare i cortigiani presso il Re Sole senza avere contezza che è stato destituito, pensano di nascondere la loro inettitudine e svogliatezza dietro un rigore che per Celletti è solo onestà.
A chi comanda ora non bisogna spiegarlo, chi comanda conosce il suo lavoro, chi comanda esercita il suo ruolo con consapevolezza, sa chi fa cosa e a chi far fare cosa.
Tanto si capovolge la situazione che al Comando, avuto sentore di indizi di reità presso gli uffici del Municipio avvia le indagini. Sommarie informazioni, intercettazioni che porteranno all’arresto dei tecnici del Municipio e le indagini proseguono fino al sequestro del Dipartimento. (le indagini ancora proseguono!!)
Questo è ora il Comando dove lavora il Celletti !
Questa è la Polizia Locale di Roma Capitale!
Questi sono gli onesti appartenenti!
Intanto succede che… che un poliziotto decide che se bisogna prevenire la possibilità di corruzione nell’amministrazione comunale, nella Polizia Locale bisogna farlo ancora di più e quindi, se gli amministrativi devono “ruotare” negli incarichi la Polizia Locale deve essere trasferita!
E già, cari miei… chi ha permesso l’arresto degli impiegati comunali indagati per corruzione deve essere “deportato” in altri lidi!
Lo so che voi che leggete, ricordandovi la storia del nostro Celletti, pensate che sia di nuovo in auge il monito a non fare! eheheh biricchini!
Chi scrive si sente di escluderlo assolutamente anche se il risultato forse è quello.
E sì, il Comando è decimato, chi ha indagato è stato deportato, ora deve ricostruire la sua identità di poliziotto che per 35/40 anni non è stato mai trasferito.
Ora che il suo lavoro onesto è evidente è stato punito, ora che non ha più la forza per ricominciare è stato esiliato… bel premio!
Lo so che voi che leggete starete pensando: che problema c’è a rincominciare, ma chi conosce minimamente la psicologia umana sa che un uomo sradicato dal suo contesto di appartenenza ha come conseguenza una compromissione o comunque un’alterazione della propria identità sociale, che il proprio contesto sociale alimentava: dicasi autostima. Inutile parlare della mancanza di poter attingere alla propria esperienza professionale sedimentata negli anni che creerà una depressione che a sua volta troverà tutti i giorni il suo apice nella stanza d’ufficio. Quella stanza dove quei colleghi del Celletti, non ancora travolti da questa ignobile novità o che hanno abilmente schivato con art.104 comparsi per l’occasione, non comprendono e quindi non accolgono.
Chi scrive ha cercato di descrivere un’evoluzione avvenuta in un decennio di un comando di Polizia Locale. Anche le sperimentazioni avvengono dopo un tempo congruo che spesso viene identificato in 10 anni e allora chi scrive, alla luce di quanto descritto (Il vigile Celletti ai giorni d’oggi! a.d. 2006 e Polizia Locale Roma Capitale: perseguitati i vigili che denunciano le irregolarità interne) – e forte all’art. 21 della Costituzione, alla relativa sentenza della Corte di Cassazione e alla legge sulla Privacy vorrebbe trarre delle conclusioni.
• Da chi il vigile Celletti (quello della storia cinematografica, quello reale che in essa rappresentava e quello della storia raccontata nel nostro portale) si trova ad essere “inquisito” e “punito” per la corretta professionalità?
• Quando le situazioni trovano il loro andare regolare?
• Chi riesce ad esaltare la professionalità di ciascuno tanto da iniziare un’attività d’indagine che porta all’arresto dei veri corrotti?!
• Ed ora, cosa succede nei gruppi?
Una volta un Comandante che conosce perfettamente il significato di questa parola mi ha detto ” il difficile è lavorare con le risorse umane che hai!” quanto è vero… ora che risorse abbiamo? persone frustrate, irriconoscibili a loro stesse e a chi le conosce da tempo, a quei stessi Comandanti che di loro, nel precedente posto di lavoro, ne sapevano il loro valore.
Chi di voi ora non si domanda chi raccoglie i frutti di questo scempio, oltre i vigili deportati?!
I CITTADINI
Non possiamo credere che un disegno voluto abbia cercato di non far sapere all’Italia che l’operazione Vitruvio, dove ci sono stati 14 arresti negli ambienti comunali amministrativi e che hanno portato al recente sequestro del Dipartimento, sia stato avviato proprio dalla Polizia Locale, quella Polizia Locale che non ha risorse umane per raggiungere obiettivi penali e sanzioni amministrative allo stesso momento ed ha dovuto, suo malgrado, condurre il prosieguo con la Guardia di Finanza che ha poi riscosso, in modo esclusivo, i meriti.
I tempi sono cambiati e anzi di ruotare a chi impedisce di lavorare, secondo il principio che il pesce puzza dalla testa, si legano le mani, si sconvolgono le esistenze, si confondono le acque… eh caro Celletti … ti dovrai rassegnare, per queste forche caudine non si passa!
Anche questa seconda parte della storia è frutto di fantasia ed ogni collegamento a fatti e/o personaggi realmente esistiti è puramente casuale. Per leggere la prima parte della storia Il vigile Celletti ai giorni d’oggi! a.d. 2006 è sufficiente cliccare.
Invitiamo, per chi vuole approfondire la storia, a leggere il recente articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica che troverete di seguito.

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