Spaccio di lieve entità: linee guida per la Polizia Giudiziaria

La Procura distrettuale di Bologna ha recentemente dato delle direttive, raccolte in apposite Linee guida destinate all’Ufficio requirente e alla polizia giudiziaria e riguardano “La disciplina delle sostanze stupefacenti. Problematiche operative e linee di indirizzo” – con l’obiettivo di fare chiarezza in merito alla normativa vigente in materia di stupefacenti e, in particolare, all’esercizio dei poteri “cautelari” da parte delle forze dell’ordine e/o della magistratura, in specie in relazione ai fatti di cd. lieve entità.

In esse vi sono illustrate le conseguenze che la riduzione dei limiti edittali per i fatti lievi ha prodotto sulla limitazione della libertà personale, spiega quali sono i presupposti di sussistenza della fattispecie delittuosa dell’art. 73, co. 5, T.U. stupefacenti, fornendo istruzioni operative affinchè vi sia un’applicazione omogenea. Nelle linee guide predette viene altresì spiegata la ravvisabilità della circostanza aggravante dell’art. 80, co. 1, lett. g), T.U. stupefacenti nell’ipotesi di spaccio di sostanze stupefacenti che abbia avuto luogo all’interno o in prossimità di una sede universitaria.

Queste linee guida risultano particolarmente d’aiuto in modo concreto per determinare il  parametro della quantità di stupefacenti affinchè si possa ravvisare lo spaccio di lieve entità oltre che ravvisare il carattere non episodico della condotta che va ad escludere la lievità del fatto.

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