Il decreto autovelox: risposte a quesiti sulle ultime novità (2° parte)

Il decreto autovelox

Di seguito le domande più frequenti che sono giunte al portale a seguito dell’approvazione del decreto sugli autovelox

Cosa succede agli autovelox già installati?

È questa la domanda che milioni di automobilisti si stanno ponendo.

La risposta è meno semplice di quanto possa sembrare.

Il decreto non spegne automaticamente tutti gli autovelox oggi presenti sulle strade italiane, ma stabilisce che i dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere riconducibili a un prototipo omologato e rispettare tutte le procedure previste dalla nuova disciplina.

In pratica, ogni apparecchio dovrà poter dimostrare di appartenere ad uno dei prototipi omologati dal Ministero e di essere stato sottoposto alle verifiche previste dalla normativa.

Per gli enti proprietari delle strade si apre quindi una fase di verifica e adeguamento che potrebbe richiedere tempo.


Perché si parla di migliaia di autovelox “spenti”?

In questi giorni molti titoli parlano di migliaia di autovelox destinati a non funzionare più.

È bene chiarire cosa significa realmente.

Il decreto non contiene un elenco di apparecchi da disattivare.

Saranno però gli enti proprietari delle strade a dover verificare se ogni dispositivo installato possieda i requisiti richiesti dalla nuova normativa.

Laddove tali requisiti non siano presenti, l’apparecchio non potrà essere utilizzato per l’accertamento delle violazioni fino al completamento delle procedure previste.

Secondo le prime ricognizioni effettuate dagli enti locali e riportate dagli organi di stampa, la situazione potrebbe interessare un numero molto elevato di impianti, soprattutto quelli più datati.

Nel Lazio, ad esempio, alcune stime parlano di oltre un migliaio di dispositivi potenzialmente coinvolti nelle verifiche.


Le multe già pagate verranno annullate?

No.

Ed è importante evitare facili illusioni.

Il decreto non annulla automaticamente le sanzioni già elevate.

Ogni verbale conserva infatti la propria efficacia fino a quando non venga eventualmente annullato dall’autorità competente.

Ciò significa che chi ha già pagato una multa non riceverà automaticamente alcun rimborso.

Allo stesso modo, chi ha un ricorso pendente dovrà continuare a far valere davanti al Prefetto o al Giudice di Pace gli eventuali motivi di illegittimità del verbale.

Sarà il giudice a valutare, caso per caso, se il dispositivo utilizzato rispettasse o meno i requisiti richiesti dalla normativa applicabile al momento dell’accertamento.


Come si può capire se un autovelox è regolare?

Per il cittadino non è sempre semplice.

Tuttavia alcuni elementi possono essere richiesti all’amministrazione che ha emesso il verbale.

Tra questi:

  • il modello del dispositivo utilizzato;
  • il decreto di omologazione del prototipo;
  • i certificati di taratura periodica;
  • la documentazione relativa alle verifiche di funzionalità;
  • il decreto prefettizio che autorizza il controllo senza contestazione immediata, quando previsto.

Naturalmente non tutti questi documenti sono allegati al verbale.

In molti casi devono essere richiesti nell’ambito dell’accesso agli atti oppure prodotti nel corso dell’eventuale giudizio.


Cosa cambia per le Polizie Locali?

Anche per gli organi di polizia stradale il nuovo decreto rappresenta una svolta importante.

Non sarà infatti sufficiente utilizzare un apparecchio tecnicamente funzionante.

Gli operatori dovranno verificare che ogni dispositivo impiegato:

  • appartenga ad un prototipo omologato;
  • sia correttamente identificato;
  • sia stato sottoposto alle verifiche previste;
  • disponga della documentazione aggiornata.

Questo comporterà inevitabilmente un notevole lavoro amministrativo per i Comuni e per le Polizie Locali, chiamati ad aggiornare la documentazione tecnica e a verificare la conformità delle apparecchiature già installate.


Più controlli non significano più sanzioni

È importante sottolineare un aspetto spesso trascurato.

Lo scopo del decreto non è aumentare il numero delle multe.

L’obiettivo dichiarato dal Ministero è quello di rendere gli strumenti di rilevazione della velocità più affidabili, uniformi e trasparenti, riducendo il contenzioso e garantendo maggiore certezza sia agli enti accertatori sia agli automobilisti.

Un sistema di controllo credibile tutela infatti entrambe le parti:

  • chi accerta le violazioni;
  • chi ha diritto ad essere sanzionato soltanto sulla base di misurazioni tecnicamente corrette.

Le domande più frequenti

Tutti gli autovelox diventano illegali?

No. Diventano utilizzabili soltanto quelli conformi ai requisiti previsti dal nuovo decreto.


La taratura basta?

No.

La taratura verifica la precisione dello strumento.

L’omologazione riguarda invece il modello del dispositivo.

Sono due procedure completamente diverse.


Posso chiedere copia dei certificati?

Sì.

L’interessato può esercitare il diritto di accesso agli atti amministrativi per ottenere la documentazione relativa al verbale ricevuto.


Anche Tutor e Telelaser sono interessati?

Sì.

Il decreto riguarda tutti i sistemi destinati all’accertamento della velocità, sia istantanea sia media.

Tra i prototipi riportati nell’Allegato B figurano anche diversi sistemi Tutor, Telelaser, Trucam, Velomatic e numerosi altri dispositivi già utilizzati sulle strade italiane.


La sicurezza resta l’obiettivo principale

È bene ricordare che il rispetto dei limiti di velocità non rappresenta soltanto un obbligo previsto dal Codice della Strada.

L’eccesso di velocità continua ad essere una delle principali cause degli incidenti più gravi.

Per questo motivo il nuovo decreto non deve essere interpretato come una battaglia “contro gli autovelox”, ma come un passo avanti verso un sistema di controllo più moderno, tecnicamente affidabile e giuridicamente solido.

Quando uno strumento è omologato, tarato e correttamente verificato, offre maggiori garanzie sia agli organi di polizia sia ai cittadini.

La vera novità del decreto, dunque, non consiste soltanto nell’introduzione di nuove procedure tecniche, ma nella volontà di assicurare che ogni sanzione sia fondata su strumenti certificati, controllati e pienamente conformi alla legge.


In sintesi

✔️ Il nuovo decreto disciplina in modo organico omologazione, taratura e verifiche di funzionalità degli autovelox.

✔️ Omologazione e taratura non sono la stessa cosa: la prima riguarda il modello (prototipo), la seconda il singolo apparecchio.

✔️ I dispositivi dovranno essere riconducibili a un prototipo omologato e rispettare le nuove procedure tecniche.

✔️ Molti enti dovranno verificare la conformità degli impianti già installati e, dove necessario, sospenderne l’utilizzo fino all’adeguamento.

✔️ Le multe già elevate non vengono automaticamente annullate: ogni eventuale contestazione dovrà essere valutata caso per caso.

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