Il taser entra nella dotazione della Polizia Locale di Milano. Via libera definitivo dopo la sperimentazione

taser

La Polizia Locale di Milano potrà utilizzare in via permanente il taser. Il Consiglio comunale ha infatti approvato la modifica al regolamento del Corpo, concludendo un percorso iniziato con la sperimentazione del dispositivo e accompagnato da un lungo confronto politico e tecnico.

L’introduzione del taser rappresenta una delle novità più significative degli ultimi anni in materia di strumenti operativi destinati alla Polizia Locale di una grande città italiana. Il provvedimento arriva al termine di una fase sperimentale della durata di sei mesi, durante la quale il dispositivo è stato affidato a personale appositamente formato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa nazionale.

Un percorso iniziato con la sperimentazione

L’iter era stato avviato nell’estate del 2024 con l’obiettivo di verificare l’efficacia del dispositivo nelle attività operative e le modalità del suo impiego. Durante la sperimentazione sono stati coinvolti agenti specificamente selezionati e formati, con l’utilizzo del taser associato alle bodycam, come previsto dai protocolli operativi adottati dal Comune di Milano.

Conclusa positivamente la fase di prova, la Giunta comunale aveva espresso il proprio assenso all’introduzione definitiva del dispositivo, demandando al Consiglio comunale la modifica del regolamento del Corpo.

Il dibattito in Consiglio comunale

L’approvazione non è stata immediata. Il tema ha infatti generato un ampio confronto all’interno dell’Aula, con posizioni differenti sia nella maggioranza sia tra le forze di opposizione.

Nel corso della discussione sono stati presentati diversi emendamenti finalizzati a disciplinare l’impiego del taser e ad accompagnarne l’introduzione con strumenti di verifica e monitoraggio. Tra le condizioni approvate figura la predisposizione di una relazione sull’utilizzo del dispositivo dopo il primo anno di impiego operativo, così da consentire una valutazione concreta della sua efficacia e del suo impatto sul servizio.

Uno strumento in più per la sicurezza degli operatori

Il taser, classificato come arma a impulsi elettrici, è concepito come uno strumento intermedio nella gestione delle situazioni critiche. Il suo impiego è disciplinato da specifici protocolli operativi e può avvenire esclusivamente da parte di personale adeguatamente formato.

L’obiettivo dichiarato delle amministrazioni che scelgono di dotarsene è quello di offrire agli operatori uno strumento ulteriore per affrontare situazioni caratterizzate da elevata conflittualità, riducendo, quando possibile, il ricorso ad altri mezzi di coercizione fisica e aumentando le tutele sia per gli agenti sia per le persone coinvolte.

Un tema destinato a rimanere al centro del confronto

L’introduzione del taser nella Polizia Locale continua comunque a suscitare opinioni differenti. Da un lato viene considerato un importante supporto operativo in contesti ad alto rischio; dall’altro permane l’attenzione sull’esigenza di un utilizzo rigorosamente regolamentato, proporzionato e costantemente monitorato.

Per questo motivo assume particolare rilievo la scelta del Comune di Milano di prevedere una verifica periodica sull’effettivo impiego del dispositivo, che consentirà di valutare, sulla base dei dati raccolti, l’impatto del taser nell’attività quotidiana della Polizia Locale.

L’esperienza milanese sarà probabilmente osservata con attenzione anche da numerosi altri Comuni italiani, chiamati a confrontarsi con le medesime esigenze di sicurezza degli operatori e di tutela dei cittadini, in un quadro normativo che continua ad evolversi.

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