Rotatorie a più corsie – conflitti in uscita –

Riflessioni pratiche e teoriche di un utente della strada sull’uso delle rotatorie in Italia e il confronto con la segnaletica e l’uso all’estero.

Di seguito un’interessante approfondimento lato utente sulla circolazione stradale nelle rotatorie. Pubblichiamo quindi lo studio del Dr. Pagnanelli nella speranza che chi deve normare e chi le utilizza ne diano un’attenta lettura.


Le rotatorie a due o più corsie esistono. Le fanno. Le vediamo e le incontriamo tutti i giorni.

Non tutti sanno però che in Italia non dovrebbero nemmeno esistere.   Sono tutte fuorilegge.   Se leggiamo il DM 19 Aprile 2006, si dice che la circolazione nell’anello deve avvenire in una sola corsia.

Vedi tab. 6 a pag. 26  :

http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=13799

Questo lo sanno bene i commentatori più accreditati del CdS  (Es. Protospataro), che esplicitamente affermano che una normativa precisa di riferimento su come comportarsi in una rotatoria a più corsie ai fini della precedenza in uscita NON c’è, e non potrebbe esserci visto che non sono contemplate.  “In mancanza d’altro”, ci dobbiamo accontentare di adattare norme pensate per casi analoghi ma diversi, e allora si dice…  “assimiliamo una rotatoria a una strada a doppia corsia a senso unico con tante uscite a destra “  e ci comportiamo in modo analogo.

Ed è lo stesso ragionamento che ho fatto anch’io…  e mi sono sempre comportato così:   quando voglio uscire dall’anello interno, mi porto prima e per tempo sulla corsia esterna, e solo da questa alla fine esco. Nel cambio di corsia dò la precedenza a chi la occupa.

Non potevo immaginare che NON TUTTI  la pensassero in questo modo…  anzi, la stragrande maggioranza.  E più volte ho rischiato l’incidente.  Io mi trovavo sull’anello esterno,  e mi hanno tagliato la strada in modo improvviso e imprevedibile passandomi davanti uscendo direttamente dalla corsia interna per imboccare l’uscita.  Leggendo in rete ho potuto riscontrare che questa dinamica è molto frequente ed è causa di molti incidenti  (vedi  figura in alto a sinistra a pag. 10 di:

:  http://www.comune.carpi.mo.it/info-campagne/educazione-stradale/68252-rotonde–istruzioni-per-l%27uso

Vedi anche:

Le rotatorie: novità dal Ministero

La cosa notevole e particolare che ho notato era la ESPRESSIONE  di queste persone.  Non di chi è cosciente di fare una mossa azzardata, ma di chi è in buona fede convinto di fare bene e di essere nel giusto.

Erano sicuri di sé, e di avere ragione loro .Di avere usato il buon senso.

Quante volte abbiamo sentito commentare “Che sfacciati !  Vogliono anche avere ragione loro !”

Fermiamoci invece a riflettere: succede troppo spesso. Non può essere un caso.  Ci deve essere una spiegazione.  Per risolvere il problema, dobbiamo trovare la spiegazione…e per fare questo, dobbiamo capite le ragioni di tutti.  Anche per un motivo molto immediato:

Come possiamo fare in modo che NON si ripeta?  Come facciamo a EVITARE L’INCIDENTE ?

Tanto per cominciare, bisogna conoscere i comportamenti di tutti per saperli prevedere: non basta che noi seguiamo sempre le regole “come le abbiamo capite noi”.  Serve anche sapere come le hanno interpretate gli altri, per prenderci misura ed evitare che siano gli altri a mettere in pericolo noi.

Queste cose vanno conosciute, divulgate e insegnate (e mi riferisco anche agli istruttori di Scuola Guida).

Quindi, in attesa della soluzione definitiva, se siamo noi a voler uscire dall’anello interno, ci porteremo per tempo su quello esterno…  ma senza aspettarci e senza pretendere che gli altri facciano altrettanto.

Per cui se io viaggio sulla corsia esterna e avrei anche le mie buone ragioni per ritenere che ho la precedenza io per uscire  …

… è meglio NON FIDARSI, e fare in modo di non affiancarmi mai e non trovarmi mai sulla traiettoria dei veicoli che ipoteticamente decidessero di uscire improvvisamente e direttamente dall’anello interno.

Semplicemente perchè SUCCEDE !

Il passo successivo dicevamo, è cercare di capire il motivo del PERCHE’ succede, per trovare la soluzione definitiva.

Dobbiamo cercare di comprendere le buone ragioni di tutti.

Dobbiamo riconoscere che la regola “alla Protospataro” assimilando le corsie di una rotatoria a quelle di una qualsiasi strada a due corsie, in realtà vale solo sulla carta.

Potrebbe funzionare in Francia e Germania, dove le rotatorie sono sempre talmente grandi e di una dimensione tale da essere veramente  assimilabili a una strada dritta a senso unico a più corsie.

Ma una rotatoria NON è una strada dritta, e dalle strade a più corsie che siamo abituati a usare, non si esce certo a 90° come nell’esempio proposto.

Se dovessimo costruire rotatorie coerenti con la regola enunciata, e cioè con una forma fisica tale da  “invitarci” a comportarci come in detta regola, e cioè ad uscire partendo dall’anello esterno  (o dopo essersi spostati per tempo sull’anello esterno), i bracci di uscita dovrebbero avere direzione TANGENZIALE rispetto all’anello  (tale e quale alle corsie di decelerazione, paralleli al flusso principale della circolazione).

http://i59.tinypic.com/2dtudqa.jpg

I bracci di uscita delle nostre rotatorie invece hanno direzione RADIALE.

Orientati cioè paralleli al raggio.  Diretti verso il centro dell’anello.

Pertanto invitano il conducente che guida in modo spontaneo e rispettoso delle leggi della Fisica, e che segue la traiettoria più fluida, efficiente e confortevole, ad essere imboccato provenendo “dal centro”, e cioè tagliando direttamente dalla corsia interna.

(queste peraltro sono le traiettorie reali, in base alle quali i progettisti calcolano gli angoli di deviazione, ai fini dei requisiti strutturali richiesti)

[prima di dire che una regola è "giusta”…  provateci a uscire da una corsia interna seguendo la regola esposta… entro nell’anello e giro a destra, poi seguo per un primo tratto l’anello interno e giro a sinistra, poi vado a destra per cambiare corsia, poi vado ancora  a sinistra per seguire la curvatura dell’anello esterno, poi vado a destra per uscire…  non stupiamoci se alla fine lo fa nessuno !!! ]

Inoltre è innegabile il conflitto con un’altra regola: se il veicolo sull’anello interno dà la precedenza al veicolo che percorre l’anello esterno, vorrà dire che quest’ultimo, superandolo, altro non fa che un  “sorpasso a destra”, manovra assolutamente vietata.

(e qui la  “marcia per file parallele” c’entra solo in apparenza…  in tutti i casi descritti dall’ Art.144 le file parallele sono  “a monte “ di un ostacolo o di una intersezione…  mai  “nella” intersezione !)

Aggiungiamo anche che (e qui sarebbe interessante la figura del “psicologo della strada” per immedesimarsi nel modo di ragionare dell’utente medio) siamo storicamente passati dalle ormai dimenticate rotatorie senza cartelli (con precedenza a destra) di cui era evidente il paradosso, al massiccio impiego di segnali “dare precedenza” in ingresso…  che tutti danno per scontati e sottintesi, pleonastici e a cui nessuno fa più caso… al punto che si è consolidata l’idea che “chi è dentro ha la precedenza” – cosa del tutto naturale ed evidente (se sei dentro, e non ti danno la precedenza, rimani chiuso dentro ) – e che in modo altrettanto naturale ed evidente potrebbe portare a ritenere che vale anche per la precedenza in uscita, nei rapporti fra le diverse corsie dell’anello.

Siamo dunque di fronte a due evidenti contraddizioni:

contraddizione fra la regola e la forma fisica del manufatto, e

contraddizione delle regole della circolazione fra loro.

Come funziona normalmente il traffico nell’anello a più corsie, nonostante queste contraddizioni?

Per un motivo geometrico.

Se per ipotesi mettessimo due veicoli affiancati nell’anello di una rotatoria, e li facessimo viaggiare sempre affiancati per fare un giro completo dell’anello (un angolo di 360°), avremo che entrambi i veicoli fanno 1 giro nello stesso tempo (stessa velocità “angolare” riferita all’anello), ma I tachimetri delle due vetture segneranno velocità diverse. Chi percorre l’anello esterno, più ampio, fa più strada, e viaggerà a una velocità lineare maggiore , e viceversa chi percorre l’anello interno, più breve, fa meno strada e avrà velocità lineare inferiore.   Questa premessa solo per capirci, ma non consideriamo questo caso.

Poniamo che tutti i veicoli presenti nell’anello viaggino alla stessa velocità lineare  (di tachimetro).

A parità di velocità lineare, la velocità angolare di un veicolo negli anelli interni, sarà maggiore di chi percorre l’anello esterno, più grande, e quindi lo stesso “spicchio” di cerchio percorso da due veicoli che viaggiano alla stessa velocità di tachimetro, vedrà chi percorre l’anello interno (più breve) passare naturalmente davanti all’esterno.  Fenomeno accentuato dal fatto che chi percorre gli anelli interni va più lontano, più veloce e seguendo una traiettoria più fluida e diretta.

Per cui è normale che vada a finire che –se tutto fluisce ordinatamente- chi è dentro è davanti, rimane sempre più davanti, ed esce tagliando passando davanti a chi è sull’anello esterno allontanandosene.

Ed è quello che succede sempre normalmente.

Già questo da solo spiega come mai la gente sia abituata a passare davanti e non dietro, se esce provenendo dall’anello interno.

Il problema, da saper individuare e riconoscere tempestivamente si pone quando per qualche motivo c’è un RALLENTAMENTO  nell’anello interno, che se non è riconosciuto in tempo, i veicoli che percorrono l’anello esterno proseguono a velocità normale li raggiungono e vi si affiancano, andando in rotta di collisione.

Quindi ATTENZIONE !!!   ripeto ancora, se vogliamo EVITARE L’ INCIDENTE chi percorre l’anello esterno NON deve mai farsi trovare sul tragitto di uscita di chi potrebbe voler uscire dall’anello interno….(aggiungo)

facendo particolare attenzione e tenendo sempre controllato se questo ha un rallentamento. Nel qual caso regolarsi di conseguenza rallentando a nostra volta.

(e fino qui ci siamo occupati di come “convivere” con il problema finché non lo risolviamo…)

Facciamo un ulteriore passo avanti.

Dov’è il VERO punto di origine di queste contraddizioni?  Da dove nascono? Come correggiamo?

Cosa  “rende contraddittoria” la normativa ?

A molti sfugge un particolare apparentemente innocuo, semplice  e naturale…

ma in realtà subdolo, insidioso, e insospettabile…

LA LINEA DI MEZZERIA.

Come vengono disegnate in Italia le linee di mezzeria fra le corsie nell’anello delle rotatorie? A cerchi completi concentrici.  Come i cerchi  di un bersaglio. Perchè sono disegnati così?

C’è un apposito articolo di Legge che prescrive che siano disegnati così? Sono così in tutto il mondo? NO  !

Leggiamo con molta attenzione il seguente documento, emanato dall’ente federale americano per la segnaletica stradale:

“  The MUTCD prohibits the use of continuous concentric lane lines within the circulatory roadway of roundabouts, unlike in continental Europe where the practice has been prevalent. Instead, lane lines should be designed to guide drivers along the roundabout circulatory roadway and toward the appropriate exit without requiring a lane change. This manages much of the problems associated with the exit–circulating conflict caused by lane changes to exit.  (tratto da:   https://www.nap.edu/read/22914/chapter/8#260 par. 7.3.2.2  )

E’ subito evidente l’origine del paradosso.

Da noi chi esce dall’anello interno dovrebbe dare precedenza… per il fatto che uscendo “cambia corsia”…  ma questo SOLO nel caso in cui la corsia è disegnata come da noi.

Le corsie a cerchi concentrici generano in realtà due problemi:

1) come dicevamo, danno contro natura la precedenza all’anello esterno

2) non definiscono la traiettoria in uscita

[e[e questo argomento meriterebbe un capitolo a parte.  Chi insegna il comportamento nelle rotatorie mette spesso molta enfasi sull’uso degli indicatori di direzione…  ma in realtà la praticabilità e la visibilità degli stessi in una rotatoria è molto scarsa.  Non è un caso se sono poco usate.  Non possiamo pretendere di farci affidamento. Il tempo di commutazione di un lampeggiatore non è molto diverso dal tempo in cui si percorre ¼ di giro dell’anello e quindi il preavviso che potrebbe fornirci è insignificante.  Più che le frecce, sarebbero significative le posizioni e traiettorie dei veicoli sulle corsie, se questi fossero definiti con precisione. Ma non lo sono, e le corsie concentriche non forniscono alcuna indicazione al riguardo ]p>Basta cambiare il disegno delle corsie, basta farle come negli USA, Canada, Olanda, Spagna, dove non sono a CERCHI CONCENTRICI,  ma dove ad ogni uscita la linea di mezzeria curva verso l’esterno per accompagnare chi esce dall’anello interno verso l’uscita  SENZA CAMBIARE CORSIA ed ecco che sarà lui ad avere la precedenza su quello esterno, come è logico, naturale  e giusto che sia.

Il paradosso è risolto e non ci sono più contraddizioni.

Basta modificare la segnaletica orizzontale.

Una banalissima RIGA per terra.

Un discorso a parte meritano i paesi come il U.K.  con guida a mano sinistra  (che non sono solo gli inglesi… Sudafrica, India, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Malta, Cipro…  1/3 della popolazione mondiale…).

Noi teniamo la mano destra , e in mancanza di altre segnalazioni diamo la precedenza a destra.

Loro tengono la sinistra…  molti credono che analogamente diano la precedenza a sinistra… ma questa supposizione è falsa.  Mano sinistra,  precedenza a DESTRA.

In altre parole, in U.K. NON esiste il paradosso delle rotatorie senza cartelli…  perché funzionano senza bisogno di cartelli, e tuttora non li usano, e per traslato non esiste nemmeno il problema della precedenza in uscita, perché la precedenza a destra con la mano sinistra rende tutto naturale.

 

Dr.  Mario Pagnanelli

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