Il gelato prima della necessità dei disabili: il vigile taccia!

giornale2Il giorno 30 gennaio di qualche anno fa, tra le lettere del quotidiano Il Tempo edizione di Roma ne evidenziano una nel riquadro centrale. La parte dedicata alle lettere curata da Cinzia Tralicci titola “Mamma in lacrime, umiliata dal Vigile 13013”
La lettera:
Vorrei rivolgermi grazie alla vostra cronaca al vigile numero di matricola 13013 che qualche giorno fa mi ha tolto due punti di patente, e sapere se è giusto che la legge (che si deve certo rispettare) venga applicata in questo modo. Era un pomeriggio piovoso, sono andata a prendere i miei tre bambini alle 16,30 all’uscita di scuola. Mi hanno chiesto se compravo loro un gelato. Sono andata con la macchina alla gelateria del mio quartiere, in piazza della Balduina. Ho fatto tre giri, ma come al solito non c’era parcheggio. Davanti alla gelateria c’erano tre posti vuoti riservati al permesso handicappati. Mi sono fermata in uno, ho lasciato i bimbi a bordo e le porte aperte e messo le luci intermittenti di fermata. Ho preso tre coni e all’uscita ho trovato il vigile che stava scrivendo la multa. Ho fatto presente la situazione (tre minuti di fermata e non sosta), e lui mi ha detto che la multa me la doveva dare, togliendomi anche due punti dalla patente. Ho chiesto alla matricola 13013 di verbalizzare almeno gli avvenimenti così come erano. Mi ha risposto: “tanto non le serve a nulla,ma se la mette così, patente e libretto”. E lì è iniziato il mio calvario. Ha discusso come era tenuta la documentazione nel porta libretto: troppi certificati inutili. I bambini protestavano perchè dovevano andare a ginnastica. Lui ha risposto sarcastico “devo verbalizzare anche questo”. Il vigile ha contestato che non trovava il tagliando che accompagnava l’assicurazione esposta regolarmente al finestrino. Un pò concitata non lo trovavo io. Un bimbo si è messo a piangere dicendo che gli scappava un bisogno. Il vigile sarcastico:” verbalizzo anche questo?”. Il bisogno se l’è fatto addosso, con me in lacrime, sotto la pioggia, ed il vigile seduto in macchina a verbalizzare la sua serie di multe “per disordine”. Durata: 30 minuti. Presentatami poi la ricevuta, che era fra i vari fogli del libretto ad un posto di polizia, mi hanno detto che avevo subito qualcosa di simili ad un abuso. E’ così? firmato MONICA

Al centro della lettera il commento della “curatrice” della rubrica:

SE FOSSI un vigile urbano collega di questo formidabile campione di maschio italiano che fa il duro con una mamma e tre bambini, prenderei le distanze.
Se fossi un collega di questo omaccione in divisa dai modi duri, inflessibile modello “Terminator 5 – l’Apoteosi” rifiuterei di lavorarci assieme.
Se fossi il Comandante del Corpo della Polizia Municipale Zanetti dovrei prendere atto che qualcosa non funziona nel rapporto tra alcuni vigili e gran parte della cittadinanza e farei qualcosa che ristabilisca doveri ma anche diritti calpestati si fa la voce grossa con le persone per bene e si applica la legge per punire indiscriminatamente Cittadini trattati come “banditi”. Inaccettabile vero!
Eppure è accaduto alla signora Monica e chissà quante altre volte succede.
Se fossi un sindacalista farei a meno di intervenire in questa vicenda, tirando fuori le solite giustificazioni: “siamo pochi, malpagati e disarmati” perchè non farebbe un buon servizio ai tanti vigili urbani che lavorano con dedizione al servizio della comunità.
Infine, se fossi il vigile matricola 13013 chiederei scusa a quel bimbo costretto a farsela sotto e a quella mamma in lacrime.

Dopo alcuni giorni, vistosi scoperto, il direttore dello stesso giornale si scusa nella stessa rubrica perchè…. “la signora Monica” è la moglie !!!!!
Ora una piccola descrizione del luogo: è una grande piazza nella Roma “bene” che ha al centro due grandi parcheggi ed altri al suo perimetro, con tre posti riservati con concessione ai diversamente abili nei pressi di una famosa gelateria e di altri servizi.
Il vigile 13013, come lo chiamano, è un ragazzo molto preparato professionalmente ma che di Terminator non ha nulla, a partire dall’altezza e fattezze fisiche.

Mi sembra una perdita di tempo abbassarmi a commentare tale nefandezza ma vorrei sottolineare qualcosa che può servire a far riflettere non quelle persone che, e sono la maggior parte per fortuna,  oltre ad essere persone per bene sono anche dotati di grande civiltà e sopratutto senso civico, così da riuscirgli normale il rispetto del Codice della Strada, ma quelle poche signora Monica  & C. che usano il quotidiano che i lettori pagano per farsi una giustizia che non gli spetta.
Tanto per continuare quel inappropriato gioco del “se fossi”, con il quale la titolare della rubrica ha tentato di prevenire i risentimenti dei vari coinvolti, dimenticandosi della vera parte lesa: il Prossimo
Se fossi stato io quel vigile non avrei omesso di togliere anche 2 punti per l’uso improprio delle luci di emergenza (come scritto dalla signora Monica)…
Se fossi stato io quel vigile credo che avrei fatto una segnalazione alle Autorità competenti per abbandono di minore in auto- addirittura con lo sportello aperto…
Se io fossi il Prefetto invierei la signora a rifare il corso per il conseguimento della patente di guida prima che sia troppo tardi: non conosce neanche che cosa sia la “fermata”, che la contestazione immediata è un “atto dovuto” secondo il Codice della Strada quando il trasgressore è presente o quali sono i documenti di guida che il Codice prescrive che si abbiano durante la circolazione (scusi… ma sa che cosa è la circolazione???).
Se io fossi chi ha scritto in questo italiano orribile questa lettera  di proposito, per camuffarne la provenienza, mi schiaffeggerei allo specchio guardando il naso alla Pinocchio per quell’assurda menzogna manipolatrice con la quale conclude la lettera: “Presentatami poi la ricevuta, che era fra i vari fogli del libretto ad un posto di polizia, mi hanno detto che avevo subito qualcosa di simili ad un abuso.” Nessuno degli organi previsti dall’art.12 del C.d.S. avrebbe detto un’eresia del genere tanto più quando l’abuso è stato lei a farlo!
Se io fossi una professionista della carta stampata, al di là di quale è la pagina nella quale metto la mia firma, non mi alienerei per queste bassezze.
E credo che questo pseudo gioco possa concludersi qui…
Io sono la mamma di tre bimbi e quando non trovo il posto a piazza della Balduina per comperargli il gelato vado altrove o gli compero le patatine perchè i miei figli imparano dal mio esempio.
Io sono una collega di questo “omaccione” che Lei, signora Tralicci, non ha mai veduto, altrimenti non sarebbe riuscita a dargli una così inappropriata definizione, Le assicuro (ma Lei lo sa bene) che è una persona in gamba, professionalmente corretta altrimenti la signora Monica – o chi per lei- non avrebbe scritto tra le lettere della cronaca di Roma a sberleffare il vigile ma al Prefetto di Roma o al Giudice di Pace con all’oggetto la parola “RICORSO” ma sapete bene che …. la signora Monica avrebbe pagato il doppio della sanzione e allora?!?!
… E allora, la rabbia del potente che pur sbagliando non deve essere assolutamente mai ripreso da quel frustrato plebeo, quale è il il vigile urbano per costoro fa il resto… si appropria della pagina del giornale che dirige e … gli faccio vedere io… e viene sbattuto con una lacrimevole lettera sul giornale per quale abuso?? Per aver tutelato il diritto che la signora aveva leso ad altri?!
E infatti… così e possibile attirarsi i consensi anche facili ma di chi?! se lo è chiesto? di chi  abusa della posizione che ricopre per passare come carri armati su Istituzioni, persone e società!
Scendete in strada se non vi costa troppo e guardate! Ci sono anche gli Altri! sì gli Altri con la “A” maiuscola!
Ed infine, non per importanza anzi,  l’aspetto più grosso di tutta questa vicenda: il posto disabile con concessione occupato per un gelato!!!
Cara mamma, caro papà che siate vigili, giornalisti, direttori di noti quotidiani o Nessuno DOVETE ricordare che i vostri diritti terminano dove iniziano quelli degli altri!!!
Quando vi bloccano nel vostro garage con regolare passo carrabile chiamate lo stesso 13013 e pretendete che sia lì in un batter d’occhio, lo stesso quando siete chiusi da un’auto in seconda fila, altrettanto quando in un incidente vi trovate un vero Terminator 5 – l’Apoteosi!
Tutti si sbaglia ma in quelle occasioni SI DEVE avere l’intelligenza di TACERE.
Il posto invalidi viene concesso a chi ha problemi di deambulazione ancor più quando questo è addirittura riservato per quell’utente preciso questi, se fosse giunto nel frattempo ,avrebbe dovuto attendere che la mammina tornasse con i tre coni gelato! E certo signora, ognuno pensa ai guai suoi! ringrazi Dio che i suoi guai siano il gelato per i bimbi e il ritardo in palestra oltre che la frustrazione di dover pagare una GIUSTA sanzione amministrativa!
Ma se fosse stata un “avente diritto” che avrebbe fatto?
Se il gelato fosse stato per un figlio diversamente abile con il posto auto riservato indebitamente occupato, come si sarebbe sentita?
E se questo figlio oltre ad avere problemi di deambulazione non avesse potuto raggiungere un bagno a causa del posto riservato, occupato dalla mamma con bambini trotterellanti al seguito che si godono la merenda prima della palestra, che avrebbe fatto??
Lo mediti la signora Monica …
Lo mediti la “curatrice” della rubrica …
Lo mediti il marito della signora Monica: direttore del quotidiano…

La Polizia Municipale, applicando il Codice della Strada tutela i diritti della collettività!!!

N.d.R.:Per giusto diritto di cronaca è corretto informare che in questo caso l’oltraggio avuto tramite stampa è stato risarcito economicamente riconoscendo, l’autore, di aver commesso un palese errore.