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Cassazione: incidente con mezzo di soccorso
Cass. Civile sez. III n. 21907 del 15.10.09 – L'automobilista che, pur passando con il verde si scontra con veicolo di soccorso pubblico in sirena passato con semaforo rosso deve dimostrare di aver tenuto un comportamento di massima prudenza fornendo prova di aver effettuato ogni tentativo di manovra per evitare lo scontro.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE

SENTENZA 15 ottobre 2009, n.21907

 

Motivi della decisione

1. - Con il primo motivo di ricorso deducono: “Omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia. Violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto di cui agli artt. 117 D.P.R. 16 dicembre 1992 n. 285, 1176, 2054 c.c.”.

Dall'istruttoria è emerso: 1) il veicolo “omissis” (ndr: dell’ente di servizio di soccorso pubblico) aveva azionato in ritardo un solo segnalatore acustico, attraversando l'incrocio ad alta velocità con il semaforo rosso, mentre il B. con il verde senza commettere nessuna infrazione, ed infatti i vigili non gli contestarono alcunché, ed al momento dell'urto aveva quasi terminato la manovra di attraversamento tant'è che esso era avvenuto nella parte posteriore dell'auto.

Quindi la sentenza impugnata ha contraddittoriamente affermato che i segnalatori acustici erano in funzione da un certo lasso di tempo, ma al contempo che erano stati azionati mentre “omissis” (ndr: (ndr: il mezzo dell’ente di servizio di soccorso pubblico) stava attraversando l'incrocio, ed inoltre è contraddittorio affermare che il B. poteva percepire la sirena a distanza di venti metri dall'intersezione se questi invece aveva già impegnato l'incrocio allorché è avvenuto l'impatto e peraltro se (ndr: il mezzo dell’ente di servizio di soccorso pubblico) aveva azionato il dispositivo all'incrocio era impossibile averlo sentito prima.

Nessun veicolo era nella stessa direzione di marcia del B. ed il teste M., conducente di un veicolo sulla stessa direzione di marcia omissis (ndr: del mezzo del servizio di soccorso pubblico), era stato costretto a buttarsi sul marciapiede per farli passare a forte velocità. E poiché l’impatto con l'auto del B. era avvenuta con la parte posteriore dell'auto di questi, è contraddittorio affermare che egli aveva il tempo di arrestarsi mentre stava terminando la manovra di attraversamento all'incrocio, tant'che la stessa sentenza afferma che l'incidente è avvenuto nella corsia di marcia del veicolo “omissis” (ndr: dell’ente di servizio di soccorso pubblico) I conducenti dei mezzi di cui all'art. 177 del C.d.S. possono attraversare con il semaforo rosso con prudenza e senza travolgere chi passa purché mettano in funzione il segnale acustico supplementare di allarme e la segnalazione visiva, ma tali segnalazioni non c'erano e lo stato dei luoghi impediva la visibilità fino all'incrocio. Dunque il B. aveva superato la presunzione di colpa a suo carico ed era stata accertata l'esclusiva responsabilità del conducente (ndr: del mezzo dell’ente di servizio di soccorso pubblico).

Il motivo è infondato.

Questa Corte ha più volte affermato, in tema di circolazione stradale, da un lato che il conducente che impegna un incrocio disciplinato da semaforo, ancorché segnalante a suo favore “luce verde”, non è esentato dall'obbligo di diligenza nella condotta di guida, che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dal semaforo, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell'incrocio; dall'altro che durante i servizi di polizia, antincendi, ambulanza, è rimesso alla prudenza dei conducenti dei veicoli adibiti ai predetti servizi decidere, in considerazione dell'ora, del traffico, della visibilità e di tutte le circostanze concrete, se e quando azionare, in caso di urgenza, il dispositivo supplementare acustico d'allarme (sirena: Cass. 585/1996). E poiché nel caso di scontro di veicoli, l'entità della prova liberatoria che uno dei conducenti deve fornire per vincere la presunzione di pari concorso di colpa stabilita dal secondo comma dell'art. 2054 cod. civ., deve essere determinata non in astratto, ma in rapporto alla concreta situazione della circolazione, il conducente di un'auto scontratasi con un'autoambulanza avente il dispositivo supplementare di allarme in azione è tenuto, al fine suddetto, a dimostrare positivamente – oltre l'adeguatezza della velocità da lui mantenuta - di aver arrestato il proprio veicolo tempestivamente, in rapporto non soltanto all'avvistamento del veicolo in servizio pubblico [omissis] ma anche alla percezione acustica della sirena azionata dalla stessa.

A tutti questi principi si sono attenuti i giudici di merito avendo accertato che, nelle condizioni di tempo e traffico del giorno dell'incidente - ore omissis del omissis, in cui su via omissis, nella stessa direzione di marcia del B., circolava soltanto un'altra auto (teste C.) - il conducente del veicolo omissis (ndr: in servizio di soccorso pubblico) azionò la sirena in prossimità dell'incrocio per far scostare le macchine ferme al semaforo rosso e che l'auto del B. poteva averla sentita a distanza di 20 metri dall'incrocio sì che, essendo l'urto avvenuto allorché i due veicoli avevano percorso lo stesso tratto all'interno dell'area di intersezione, hanno correttamente stabilito la pari corresponsabilità dei rispettivi conducenti ai sensi del secondo comma dell'art. 2054 cod. civ. per non aver il B. osservato l'obbligo di fermarsi.

2. - Con il secondo motivo deduce: “Violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto di cui agli artt. 91 e segg. c.p.c.”.

La condanna al pagamento di un terzo delle spese di secondo grado è conseguentemente illegittima.

Il motivo è infondato in conseguenza del rigetto del motivo precedente.

3. - Concludendo il ricorso va respinto.

Non si deve provvedere sulle spese non avendo l'intimato svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

 

 

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