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GdP Taranto: Photored valido anche se più veicoli sono ripresi nella foto
 

Se la normativa consente la rilevazione in automatico del “Photored” tramite almeno due rilievi fotografici,  è sull’esame degli stessi che deve basarsi la prova sufficiente per la conferma della violazione commessa, escludendo in modo certo qualsiasi causa esterna di attraversamento condizionato ( coda di veicoli in attraversamento,  necessità di sgomberare l’incrocio già impegnato ex art. 41 CDS, impossibilità di arrestare in sicurezza il veicolo al segnale giallo, ecc.).         Nel caso di specie nel primo rilievo fotografico é evidente che nel senso di marcia diametralmente opposto e  prima della corrispondente palina semaforica si intravedono  sette autovetture accodatesi mano a mano e procedenti verso Taranto ferme a loro volta in attesa del segnale “ verde”, nel mentre l’autovettura del ricorrente sta per superare la linea di arresto e  per iniziare l’attraversamento con il semaforo già proiettante “ luce rossa”.       Tali circostanze dimostrano senza ombra di dubbio che il conducente dell’autovettura dell’opponente ha attraversato l’intersezione de qua con il semaforo proiettante la luce rossa scattata dopo più secondi prima, per cui a nulla valgono le argomentazioni formali e pretestuose di annullamento sostenute nel ricorso.         Non si ritiene applicabile alcuna decurtazione dei punti dalla patente di guida del ricorrente, in qualità di intestatario al P.R.A. dell’autovettura, non essendoci stata alcuna contestazione immediata, per cui rimane incerto il conducente responsabile della violazione. Tutto ciò in ossequio a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 27, depositata in Cancelleria il 24 gennaio 2005.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

      Il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli ha emesso la seguente

SENTENZA

      nel ricorso, iscritto al n° R. G. 6558/2005, avente ad oggetto: Opposizione a sanzione amministrativa a seguito di infrazioni alle norme del C.d.S., promossa da:

         M. FRANCESCO,  residente in  Foggia, elettivamente domiciliato presso e nello studio dell'avv. G. Vincenzo in Taranto al Corso Umberto, rappresentato e difeso dall’avv. Maria Renata M. di Bari in virtù di mandato a margine dell’atto di opposizione                                                                                         

opponente

contro

       COMUNE DI M. in persona del sindaco p.t,                                                                 

 Opposto

Conclusioni per l’opponente:

“ Che il Sig. Giudice adito Voglia 1) accogliere il presente ricorso ed annullare il provvedimento opposto; 2) revocare od annullare, ovvero altrimenti rimuovere o dichiarare inefficace il verbale di contestazione impugnato del Comando dei Vigili Urbani di M., emarginato nel preambolo di quest'atto, oltre qualsivoglia conseguente atto presente e futuro ancorchè non conosciuto derivante dal suddetto verbale di contestazione, compreso l'eventuale provvedimento di decurtazione dei punti dalla patente di guida del "trasgressore" per tutti i motivi sopra esposti cui integralmente si riporta. 3) si chiede altresì in subordine e salvo gravame che il Giudice adito, in mancanza di arresto del veicolo, voglia comunque dichiarare illegittima la decurtazione dei punti sulla patente di Guida del trasgressore, ed odierno ricorrente.”

   Conclusioni per l'opposto, come da note inviate:

    “Chiede che il Giudice di Pace adito, disattesa ogni contraria istanza, accertata la legittimità dell'accertamento in attenzione, voglia rigettare l'opposizione proposta con ogni conseguenza in ordine alle spese di lite.”

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

      Con atto depositato in data 22.07.2005 il dr. Francesco M. proponeva opposizione avverso il verbale di contestazione n. 2794H/2005/V in data 29.06.2005 e con il quale gli era stata contestata, in qualità di proprietario dell’autoveicolo, la violazione dell'art. 41 in relazione all'art. 146, comma 3, del Codice della Strada, perché il giorno 28.03.2005 alle ore 11,08 il conducente  dell’autoveicolo  targato BV…CE, superava la linea di arresto e proseguiva la marcia nonostante il semaforo proiettasse luce rossa nella sua direzione, risultando ciò dalla doppia documentazione fotografica prodotta dall'apparecchiatura a postazione fissa per il rilevamento automatico delle infrazioni a semaforo rosso Photored F17A, omologata dal Ministero dei Lavori Pubblici con Decreto n. 3653 del 18.11.1996, esteso con decreto n. 430 del 27.10.2000, e confermato con Decreto Ministero Trasporti n. 1130 del 18.03.2004, verificata per quanto atteneva il corretto funzionamento con certificazione della stessa ditta produttrice in data 08.04.2005, riferita a controlli effettuati in data 02.03.2005 e installata in M.,   S.S. n. 7 Appia-Via Ferrara.

      Eccepiva l’opponente, a sostegno della nullità del verbale impugnato, principalmente:1) Illegittimità dell’accertamento-Violazione degli artt. 200 e 201 C.d.S.-Motivazione apparente; compressione del diritto di difesa; carenza di motivazione.

     Relativamente al punto 1) il signor M. contestava la mancata contestazione immediata, nonché la mancanza di certificato di taratura.

     Inoltre, si aggiungeva nel ricorso, non vi era alcuna indicazione sul tempo di entrata in funzione dopo l'inizio del segnale rosso, bensì entrambi i fotogrammi riportavano lo stesso orario, come se tra uno scatto e l'altro non fosse trascorso alcun lasso di tempo, quando invece la situazione reale attestata dalla seconda fotografia appariva del tutto diversa rispetto a quella della prima, poiché la posizione di tutti i veicoli fotografati era notevolmente mutata e l'autovettura in presunta violazione era ormai distante parecchi metri dall'intersezione semaforizzata; ciò dimostrava che erano trascorsi addirittura dei minuti tra una foto e l'altra.

      Era di tutta evidenza che l'apparecchiatura era stata utilizzata in maniera non conforme alle tassative condizioni previste dal Ministero e pertanto la contestazione non poteva essere stata accertata in maniera precisa e rigorosa come richiesto dalla legge.

       Precisava il difensore dell’opponente, che in assenza di idonea procedura di taratura, il funzionamento di qualsiasi apparecchiatura elettronica risultava assolutamente inattendibile e non idoneo a provare la fondatezza dell'accertamento amministrativo.

       La giurisprudenza dei vari giudici di pace ( anche di Taranto) aveva approfondito detto aspetto di mancanza della taratura con conseguente annullamento dei verbali.

        Per tale motivo la contestata infrazione si manifestava palesemente insussistente, dovuto all’utilizzo non conforme alle disposizioni del decreto di omologazione n. 1130 del 18.03.2004.

       Disposta la comparizione delle parti, il Comune di M. provvedeva al deposito della documentazione prescritta dall'art. 23 della legge n. 689/81 e ritualmente richiesta con il decreto che fissava la data dell'udienza per la comparizione delle parti con lettera in data 28.11.2005, prot. n. 6558/LAD/P.M. con funzione di nota difensiva nella quale contestava tutto quanto dedotto dall'opponente, facendo peraltro particolarmente rilevare: - la legittimità dell'accertamento fatto dal Photored F17A; la mancanza di prova dei fatti dedotti dall'opponente; la stessa Corte di Cassazione aveva stabilito il principio secondo cui non "... può ritenersi pregiudizievole ad un corretto funzionamento dell'apparecchiatura, la assenza di una revisione periodica, necessitando all'uopo accertamenti tecnici e specifici che non possono ricondursi al fatto notorio di cui all'ari. 115 c.p.c., nel quale vanno comprese le nozioni tecniche solo quando siano certe, incontestabili e acquisite al patrimonio dell'uomo di media cultura" (cfr. Cass. 5542/99).

      Continuava la nota del Comando di P.M., con riferimento all'apparecchiatura adoperata per l'accertamento della violazione, era evidente che la stessa non necessitava di alcuna ulteriore omologazione ai sensi e per gli effetti della nuova disciplina dettata dalla L. 214/03.   Nessuna fonte normativa imponeva 1'obbligo di ulteriori controlli. Stante la prescrizione del nuovo testo novellato dell'art. 201 Cds al comma 1:" Nei casi previsti alle lettere b), fj e g) del comma 1-bis non è necessaria la presenza degli organi di polizia qualora l'accertamento avvenga mediante rilievo con apposite apparecchiature debitamente omologate ", già il decreto 430 del 27.1.2000 emanato dal Ministero dei LL.PP. era certamente atto di omologazione idoneo, avendo il decreto successivo del 18.03.2004 n.1130, all'art. l, riconfermata l'approvazione ribadendo che gli organi di Polizia potevano utilizzare tale dispositivo non solo come ausilio ma anche in modalità automatica senza necessità di adattamenti o modifiche.che.

        In definitiva, dal combinato disposto dei due decreti citati e dall'art, 201, commi 1-bis e I­ter del Cd.S., così come modificato dalla legge 214/2003 con disposizioni non suscettibili di diverse interpretazioni per la sua chiarezza, si evinceva che l'apparecchiatura in dotazione della Polizia Municipale di M. era stata regolarmente approvata nel rispetto altresì delle condizioni di fatto imposte.

         In particolare, il documentatore fotografico utilizzato dalla Polizia Municipale di M. era il PHOTORED F17A, mai revocato, anzi al più riconfermato, che poteva essere utilizzato in ausilio per l'organo accertatore e senza la presenza di quest'ultimo anche precedentemente alla data del 18.03.2004.

        L'apparecchiatura in argomento rispettava le condizioni indicate nel decreto: istallazione fissa, in posizione non manomettibile e non facilmente oscurabile in una colonnina in lamiera zincata e blindata; il rilievo fotografico riportava la panoramica dell'incrocio controllato ed il semaforo che ne regolava l'attraversamento; per ogni infrazione vi erano almeno due scatti, distanziati da un tempo con lo stesso veicolo circa al centro dell'intersezione controllata; essendo riportati in ogni fotogramma la località dell'infrazione, la data del rilevamento e l'ora ed essendo l'apparecchiatura utilizzata predisposta dopo un tempo prefissato dall'inizio del segnale rosso.

        In riferimento alla taratura dell'apparecchiatura PHOTORED F17A, continuava la nota della P.M., lo strumento in esame, a differenza di altre apparecchiature di rilevamento automatico delle infrazioni al Codice della Strada non necessitava di una taratura, essendo un semplice documentatore fotografico.

         A questo proposito erano allegati: copia di verifica tecnica dell'apparecchiatura PHOTORED F17A installati in M. giusto il disposto dell'art.3 il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 1130 del 18 marzo 2004; copia della nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 4243/2004 del 03.01.2005, con chiarimenti al punto 1) che le verifiche e le eventuali tarature annuali del PHOTORED F17A potevano essere effettuate presso il produttore del dispositivo stesso, che ne garantiva la conformità al prototipo depositato, in alternativa al centro SIT .

      Alla stregua delle argomentazioni suddette, la nota concludeva, come in epigrafe riportato.

      La causa era regolarmente istruita con produzione  da parte dell’opponente del verbale di accertamento notificato e da parte della P.A. opposta di  tutta la documentazione sopra richiamata.

      Sulla scorta della documentazione acquisita agli atti, ritenuta sufficiente da questo giudicante per la decisione, dopo la discussione, la causa era decisa all’udienza del 01.12.2005 come da separato dispositivo che era letto immediatamente in udienza, riservandone la motivazione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

          Si rileva preliminarmente l'ammissibilità del presente ricorso, pur in assenza del versamento della cauzione, attesa l'intervenuta pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato in data 05.04.2004 con sentenza n. 114 1'incostituzionalità dell'art. 204 bis del vigente codice della strada nella parte in cui imponeva il deposito di una cauzione, indi, nel merito l'opposizione è infondata e  non merita accoglimento.

          Lo stesso verbale si fonda esclusivamente sui rilievi fotografici eseguiti automaticamente dall'apparecchiatura PHOTORED F 17 A dalle quali si evince nel primo rilievo e con chiarezza il momento in cui il veicolo del ricorrente sta superando la linea di arresto con il semaforo  proiettante la luce rossa.

          In particolare, nel caso di specie, vi è la prova da ritenere sufficiente sulla responsabilità del conducente dell’autovettura dell’opponente, desumibile dalle due fotografie depositate dal Comune.

        Anzi, per essere ancora più precisi, se la normativa consente la rilevazione in automatico del “Photored” tramite almeno due rilievi fotografici,  è sull’esame degli stessi che deve basarsi la prova sufficiente per la conferma della violazione commessa, escludendo in modo certo qualsiasi causa esterna di attraversamento condizionato ( “coda” di veicoli in attraversamento,  necessità di sgomberare l’incrocio già impegnato ex art. 41 CDS, impossibilità di arrestare in sicurezza il veicolo al segnale giallo, ecc.).

        Nel caso di specie nel primo rilievo fotografico é evidente che nel senso di marcia diametralmente opposto e  prima della corrispondente  palina semaforica si intravedono  sette autovetture accodatesi mano a mano e procedenti verso Taranto ferme a loro volta in attesa del segnale “ verde”, nel mentre l’autovettura del ricorrente sta per superare la linea di arresto e  per iniziare l’attraversamento con il semaforo già proiettante “ luce rossa”.

       Tali circostanze dimostrano senza ombra di dubbio che il conducente dell’autovettura dell’opponente ha attraversato l’intersezione de qua con il semaforo proiettante la luce rossa scattata dopo più secondi prima, per cui a nulla valgono le argomentazioni formali e pretestuose di annullamento sostenute nel ricorso.

        Infatti, riguardo all’eccepita violazione degli artt. 200 e. 201 C.d.S. e all'omessa contestazione immediata, detto articolo,  per  come modificato dal decreto legge del 27 giugno 2003, n.151 convertito nella legge del 1 ° agosto 2003, n. 214, entrata in vigore il 1°.08.2003, nel caso di accertamento effettuato con i dispositivi di cui all'art.4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n.121, convertito, con modificazioni, nella legge del 1° agosto 2002, n.168 e successive modificazioni al comma 1-ter, consente di prescindere dall'indicazione dei motivi che hanno impedito la contestazione immediata e al comma 1 bis, prevedendo che non sono necessarie la contestazione immediata e la presenza degli organi di polizia, purché si tratti di apparecchiature debitamente omologate, fra cui rientra, appunto, il “photored F 17 A” e che il tratto di strada in cui viene rilevata l’infrazione sia stata individuata dal decreto prefettizio emanato ai sensi dell’art. 4 del d.l. 20.06.2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002 n. 168, come avvenuto nel caso di specie.

        Per la eccepita violazione dell'art. 41, comma 10, del C.d.S., come detto sopra, i due fotogrammi depositati dall'Amministrazione opposta provano, in modo certo l'avvenuta violazione dell'art.l46 comma 3 del C.d.S. e, in particolare, il primo fotogramma inquadra il veicolo dell'opponente che sta superando la linea di arresto e chiaramente prima del semaforo, e la seconda fotografia rileva l’autovettura più o meno al centro dell’intersezione: ciò conformemente al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n.1130 del 18/03/2004, laddove é precisato che l’apparecchiatura Photored F 17 A è predisposta per l'entrata in funzione dopo un tempo prefissato dallo scatto del segnale rosso ( circa 1 secondo).

       L’eccepito utilizzo non conforme alle disposizioni del decreto di omologazione n. 1130 del 18.03.2004 non é configurabile, poiché dal punto di vista sostanziale ciò che rileva é la prova nel rilievo fotografico riportante il momento in cui si sta verificando il superamento della linea di arresto con la lanterna proiettante la luce rossa e detto momento, come é già stato detto, é abbastanza chiaro e inconfutabile dalla prima fotografia scattata.

      L'apparecchiatura Photored F17A utilizzata per l'accertamento della violazione é compresa tra le apparecchiature omologate di cui al comma 1-ter dell'art.201 del C.d.S. come modificato dal D.L. del 27 giugno 2003  n.151 convertito con legge del 1° agosto 2003 n.214, avendo in data 18 marzo 2004 il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con decreto n.1130 confermato l'approvazione del Photored F17 A,  che " ...senza necessità di modifiche od adattamenti può essere utilizzato in ausilio all'operatore di polizia presente sul posto, ovvero in modalità automatica, senza la presenza dell'organo di polizia. "

       Relativamente alla mancata taratura eccepita dall’opponente, la stessa non é necessaria all’apparecchiatura del tipo “photored” per avere la certezza delle risultanze fotografiche, allorquando dalle stesse si possono desumere altri elementi di responsabilità.

      Già precedentemente, con sentenza di questo stesso giudicante in data 15.07.2004 era stabilito :” Per rilevare il transito con semaforo rosso mediante l'apparecchiatura photored 17A (omologato con D.M. 18 marzo 2004 -prot. 1130- Ministero Lavori Pubblici) è necessario che "siano scattati, per ogni infrazione, almeno due fotogrammi, di cui uno all'atto del superamento della linea d'arresto e l'altro, quando il veicolo trasgressore si trova circa al centro dell'intersezione controllata".

       In pratica, un autoveicolo può anche, a seguito della frenata superare la linea di arresto, ma ciò non comporta nessuna prova dell’attraversamento con il rosso, poiché la prova é completata dal 2° rilievo, riportante l’autovettura che ha superato più o meno il centro dell’incrocio e , come detto sopra, dalle circostanze desumibili dagli stessi rilievi fotografici.

         Orbene, la sentenza, tra le altre richiamate dall’opponente, e cioé quella in data 22.05.2000 del Tribunale di Lodi, è l’unica basata su relazione di CTU, si riferisce all’apparecchiature del tipo “ autovelox”, che, se non tarate, dopo l’utilizzo non noto avvenuto negli anni di esistenza, essendo riportati in verbali solo l’omologazione del prototipo e dell’anno in cui lo stesso é avvenuto, ma specificamente nessuno elemento é riportato sulla vita dell’apparecchiatura utilizzata, che ( come nel caso del “ Autovelox” omologato nel 1989 e cioé ben 16 anni di vita dalla sua omologazione) durante la quale non si esclude che possa aver subito diverse influenze negative, come umidità, temperature superiori anche  a 40° centigradi, polveri, urti, scossoni, ecc. con la conseguenza di esserne stata compromessa la precisione elettronica iniziale, perdendo di conseguenza la sua attendibilità, a garanzia del cittadino.

       Nel caso delle apparecchiature Photored F17A, le stesse dal punto di vista pratico, permettono lo scatto della macchina fotografica solo ed esclusivamente se si presentano le seguenti due condizioni:

         1) se un veicolo si trova, anche solo con la sua parte posteriore, sugli appositi sensori;

         2) se la plafoniera semaforica emette luce rossa.

     La conferma della violazione è data poi dal 2° rilievo fotografico, ritraente l’autovettura che ha superato l’incrocio

    Come previsto dall’art. 41 del C.d.S. ai commi 10 e 11, con la plafoniera semaforica che emette luce gialla é necessario rallentare la velocità e quindi fermarsi, a meno che il giallo non sia scattato con il veicolo così vicino alla linea di arresto da non potersi fermare senza recare pregiudizio alla sicurezza del conducente e a quella degli altri, ma in questo caso, passando il veicolo sui sensori posti prima della linea di arresto mentre la plafoniera semaforica emette luce gialla la macchina fotografica non può scattare, poiché il Photored é costituito schematicamente da un apparecchio fotografico, che scatta solo quando il sensore é sollecitato da un corpo in  movimento con la lanterna del semaforo proiettante la luce rossa, e non gialla che dura 5 o 6 secondi in rapporto alla lunghezza dell’intersezione.

       Da ciò é evidente che non risulta necessaria alcuna taratura, poichè come avviene diversamente nell’autovelox, laddove é necessario coordinare le due variabili del tempo-spazio in rapporto alla velocità, calcolate dai due raggi laser, che se non convergenti come nelle condizioni originarie e tarate dell’apparecchiatura, possono dare risultanze sfalsate della velocità effettiva, che possono superare anche la tolleranza legale del 5 %.

       Per quanto sopra, ritenute ininfluenti le altre osservazioni eccepite dall’opponente, in definitiva, le due fotografie inviate dal Comune di M., possono ritenersi prove sufficienti per la conferma dell’avvenuta violazione con la conseguente applicazione del minimo edittale della sanzione comminata oltre le spese di notifica.

       Non si ritiene applicabile alcuna decurtazione dei punti dalla patente di guida del sig. M. Francesco, in qualità di intestatario al P.R.A. dell’autovettura, non essendoci stata alcuna contestazione immediata, per cui rimane incerto il conducente responsabile della violazione. Tutto ciò in ossequio a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 27, depositata in Cancelleria il 24 gennaio 2005, laddove ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente, quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale.

     Sussistono motivi di giustizia sostanziale per la compensazione delle spese in presenza di giusti motivi,

P.Q.M.

         Il Giudice di Pace, dott. Martino Giacovelli, definitivamente pronunciando sull’opposizione proposta dal sig. M. Francesco, depositata il 22.07.2005, rigettate tutte le richieste istruttorie avanzate dallo stesso, poiché irrilevanti ai fini della decisione, così decide:

     “  1) Rigetta il ricorso;

        2) di conseguenza conferma per quanto di ragione il verbale di contestazione n. 2794H/2005/V, prot. 2783/2005, emesso dalla Polizia Municipale di M. in data 29.06.2005, relativo alla violazione in data 28.03 dell’art.41 in relazione all’art. 146 comma 3° del Codice della Strada;

3)          ritiene applicabile la sanzione pecuniaria al minimo edittale;

4)          non ritiene applicabile la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida dell’opponente;

5)          compensa integralmente le spese di giudizio per giusti motivi.

Così deciso a Taranto il 30.11.2005                     

                                                                   Il Giudice di Pace

 


 

 

 

 

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